22 novembre — 11 dicembre 2026 · due persone · 3.200 km in van
Venti giorni in Patagonia
rendering
La rotta
Paine, Perito Moreno, Fitz Roy, e fino a Ushuaia guidando
Un anello di circa tremiladuecento chilometri in van: si parte da Punta Arenas, si sale al Paine, si passa in Argentina, si arriva alla fine della Ruta 3 e si torna. Quattro frontiere, due volte il traghetto sullo Stretto di Magellano, e tredici notti in cui la casa è parcheggiata dove finisce la strada. Sopra i sentieri corre un secondo viaggio: cinque secoli di persone che hanno guardato questo stesso paesaggio in modi diversi.
20giorni
3.200chilometri in van
4frontiere
1.150metri, il punto più alto
~9.000euro, in due
Perché queste date e non ottobre
La Patagonia è nell'altro emisfero: il nostro autunno è la sua primavera, e prima di metà novembre metà delle strutture è chiusa e i sentieri alti hanno ancora neve. Fine novembre e inizio dicembre sono la finestra in cui tutto è aperto, la luce dura fino alle dieci di sera e i prezzi non sono ancora quelli di gennaio. È anche la stagione più ventosa dell'anno, e in van il vento si sente più che in albergo — sta scritto nei rischi, non nascosto.
Il patto di questa versione
Il van si noleggia in Cile e in Cile va riconsegnato: un mezzo con targa cilena non si abbandona in Argentina. Da qui discende tutto il resto — l'itinerario è un anello e non una linea, si rinuncia all'uscita da Buenos Aires, e il bagno non è più privato ma è quello dei campeggi. In cambio si arriva a Ushuaia guidando, si dorme dentro i parchi e si pranza davanti al Perito Moreno. Nello scenario medio costa anche circa novecento euro in meno della versione in albergo.
Trasporti
Due voli, un van, quattro frontiere
L'anello cambia i biglietti: non serve più l'open-jaw, non servono i due voli interni argentini. Si compra un semplice andata e ritorno Milano–Punta Arenas, e i due voli risparmiati pagano quasi metà del van.
Tratta
Compagnia e orario
A persona
Durata
Milano → Punta Arenas dom 22 nov
Lufthansa + LATAM · 17:50 → 02:56 +2
€930 sola andata
37h06
Punta Arenas → Milano ven 11 dic
LATAM via Santiago, poi Europa
da riquotare come A/R
~32h
El Calafate → Ushuaia · Ushuaia → Buenos Aires
non servono più: quel tratto si guida tolti
−€441 a testa
—
Il conto dei biglietti
La sola andata Milano–Punta Arenas costava €930 a persona il 12 agosto. Comprata come andata e ritorno la tratta costa in genere meno del doppio: la stima usata qui è €1.550 a testa, circa €3.100 in due, contro i €4.246 delle quattro tratte della versione in albergo. Va riquotata: è la voce più grossa e la più volatile del viaggio.
Trentasette ore all'andata non sono un errore di lettura, e il ritorno da Punta Arenas è altrettanto lungo: non c'è più l'uscita comoda da Buenos Aires. Si atterra venerdì 11 e sabato 12 si è a lezione, ma il margine è più stretto di prima.
Il van · quattro preventivi sulle date esatte
Mezzo
Cosa ha
Bagno
Totale
Wicked Plus Vanlife 2WDscelto
Letto e cucina, manuale, 4.250 km inclusi, biancheria per due, permesso Argentina incluso, copertura Top
nessuno
€2.045
Wicked Patagon 4×4
Diesel, 4×4, stessa formula. Utile solo se si vuole uscire dalle strade principali
2WD compatta, km illimitati, riscaldamento. La copertura Ultimate a US$39 al giorno azzera la franchigia e copre gomme, vetri e ghiaia
nessuno
su richiesta
Nessuno dei quattro ha un bagno interno vero
Nessuno dei mezzi quotati ha WC e doccia a bordo: l'UOZI ha una doccia calda esterna, gli altri niente. Il bagno lo mettono i campeggi, che qui sono attrezzati e ce n'è uno in ogni tappa. È il compromesso accettato in questa versione. L'unico candidato non ancora verificato è Andes Campers, che ha un ufficio a Punta Arenas e un modello che secondo un cliente monta WC e doccia: va chiesto per iscritto prima di scegliere.
Le due regole del noleggio
Uno. Il van si riconsegna nel paese in cui lo si prende: preso in Cile, torna in Cile, e Ushuaia si raggiunge guidando e tornando indietro. Correzione del 10 settembre: a Ushuaia i noleggi esistono — Ruta Sur e Motor Home Time AR, che pubblicizza anche formule one-way — quindi la variante da chiedere per iscritto è prendere il mezzo argentino a Ushuaia e girarci l'anello al contrario, volando dentro e fuori da lì. Quello che nessuno conferma online è il one-way fra i due paesi: quello va chiesto a voce. Due. Il permesso di uscita temporanea per l'Argentina va chiesto alla prenotazione e verificato foglio per foglio al ritiro: senza, alla prima frontiera l'anello finisce lì.
La variante che vale due giorni · non confermata
fact Southland pubblica una tariffa di riconsegna a Ushuaia per le auto: CLP 650.000, più CLP 120.000 a settimana di autorizzazione e assicurazione internazionale. La pratica fra i due paesi quindi esiste, ma per le auto. lead Pampa Cruz dice di prevedere il one-way su alcuni camper 4×4, Patagonia Drivers opera da entrambe le città, Andes Campers elenca Punta Arenas e Ushuaia fra le sedi. non confermato Un camper Punta Arenas → Ushuaia sulle nostre date, con un prezzo scritto: nessuno lo ha ancora quotato, e il calendario non ci conta sopra. Se arriva sotto i mille euro cambiano il volo di rientro e gli ultimi quattro giorni: va ripianificato, non solo allungato. Le tre mail vanno scritte adesso.
Gli spostamenti
L'anello, tratta per tratta
Circa tremiladuecento chilometri, quasi tutti su asfalto, con un tratto fueguino il cui fondo va verificato prima di partire. Si sale al Paine, si passa in Argentina, si scende all'Atlantico, si attraversa lo Stretto di Magellano in traghetto e si arriva dove la Ruta 3 finisce. Poi si torna, perché il van deve tornare. Tocca una tratta per vederla.
La mappa ha bisogno di WebGL. Le tratte restano nell'elenco qui accanto.
aereovana piediI due voli intercontinentali entrano ed escono dal bordo: Milano è fuori mappa.
Il secondo viaggio
Cinque secoli sullo stesso paesaggio
Sopra i sentieri e i ghiacciai corre un altro viaggio: le persone che hanno guardato questa terra prima di noi, e il modo in cui l'hanno guardata. Non è un giro di musei. Sono otto soste, quasi tutte già sulla strada, e al viaggio costano una cosa sola: la Laguna Esmeralda.
Prima dell'arrivo europeo questa terra non era vuota. Gli Aónikenk si muovevano nella steppa seguendo i guanachi, i Selk'nam vivevano sull'isola grande della Terra del Fuoco, Kawésqar e Yagán andavano in canoa fra i canali. Li incontriamo al Museo Borgatello, nei concheros della Senda Costera e, di riflesso, a Harberton. Non sono popoli del passato: nel 2023 la legge cilena 21.606 ha riconosciuto i Selk'nam fra i popoli indigeni del paese, e comunità yagán vivono oggi a Puerto Williams.
Magellano e Pigafetta 1520 · 4 e 9 dic
La flotta entra nello Stretto a fine ottobre del 1520 e sbuca nel Pacifico il 28 novembre: 506 anni dopo, quel giorno, noi passiamo la prima frontiera. Pigafetta tiene il diario e racconta i «patagoni» come giganti. È il momento in cui l'Europa ridisegna il mondo intorno a un passaggio. Noi lo attraversiamo due volte, in trenta minuti di traghetto, e la replica della Victoria la vediamo il 9 dicembre.
Sarmiento de Gamboa e Puerto del Hambre 1584–1587 · 10 dic
La Spagna prova a chiudere lo Stretto fondando città. Ciudad del Rey Don Felipe dura tre anni: fame, freddo, nessuna nave di rifornimento. Quando l'inglese Cavendish arriva nel 1587 trova rovine, e il nome Port Famine resta. È la storia di un progetto imposto a un territorio, e di come il territorio risponde.
FitzRoy, Darwin e Orundellico 1830–1834 · 5–6 dic · 9–10 dic
Nel 1830 FitzRoy porta in Inghilterra quattro fuegini. Uno è Orundellico, che gli inglesi chiamano Jemmy Button perché fu ceduto per un bottone di madreperla. Nel 1833 il Beagle lo riporta a Wulaia, con a bordo il giovane Darwin; un anno dopo FitzRoy lo ritrova, senza più i vestiti inglesi, e lui sceglie di restare. Darwin scrive dei fuegini con parole di disprezzo che vanno lette per quello che sono, accanto alle osservazioni che lo hanno reso grande. Wulaia si racconta e non si raggiunge: ci arrivano solo le crociere. Il canale, invece, sì.
Shackleton, Worsley, Crean e Luis Pardo 1916 · 24 nov · 9 dic
Il filo che ci interessa di più, e ha una sezione sua qui sotto. In breve: un'impresa polare fallita, ventidue uomini lasciati su un'isola, e un pilota cileno che li va a prendere con una nave che non era fatta per il ghiaccio.
Charles Amherst Milward fine Ottocento · 24–25 nov
Il marinaio inglese rimasto a Punta Arenas tiene insieme due fili. Vive nella comunità britannica della città, la stessa che accoglie Shackleton nel 1916; e dalla Cueva del Milodón manda in Inghilterra un pezzo di pelle di milodonte, che anni dopo finisce nella vetrina della nonna di Bruce Chatwin. La sua casa si guarda da fuori.
Bruce Chatwin 1974 · 25 nov
Chatwin arriva nel 1974 a cercare il resto di quella pelle e scrive In Patagonia, uscito nel 1977. Metà del libro è racconto più che cronaca, e lo sa. È un altro modo di guardare: non misurare e non conquistare, ma inseguire una traccia e farne una storia.
Noi 22 nov – 11 dic 2026
Non stiamo imitando gli esploratori. Arriviamo in aereo, dormiamo in un van col riscaldamento, e il rischio più serio è un parabrezza. Quello che possiamo fare è un'altra cosa: guardare cosa resta — una prua, un cumulo di conchiglie, un forte ricostruito, una grotta — e mettere uno accanto all'altro i modi in cui la stessa terra è stata vista.
Il filo Shackleton
Non è la storia di un eroe solo. È un fallimento — la traversata dell'Antartide non comincia nemmeno — che diventa una storia di responsabilità verso chi è rimasto indietro, e che si chiude con un marinaio cileno di cui le guide inglesi parlano in una riga. A Punta Arenas se ne toccano i pezzi veri: si apre il 24 novembre e si chiude il 9 dicembre, dove lo Yelcho attraccò.
Quando
Cosa succede
Dove lo tocchiamo
dic 1914
L'Endurance lascia la Georgia del Sud: l'obiettivo è attraversare l'Antartide a piedi
—
nov 1915
La nave, stretta nel pack da mesi, affonda. Ventotto uomini restano sul ghiaccio
—
apr 1916
Con le scialuppe arrivano a Elephant Island, la prima terra da più di un anno
—
24 apr 1916
La James Caird parte con sei uomini, fra loro Shackleton, Worsley e Crean: 1.300 km di oceano australe fino alla Georgia del Sud
la replica al Museo Nao Victoria · 9 dic
mag–ago 1916
Tre tentativi di raggiungere Elephant Island falliscono contro il ghiaccio
—
25 ago 1916
Lo Yelcho, rimorchiatore della marina cilena al comando del pilota Luis Pardo, parte da Punta Arenas
ruota di governo e spada di Pardo al Museo Naval, prua e monumento sulla Costanera · 24 nov
30 ago 1916
Elephant Island: i ventidue uomini rimasti sono tutti vivi
—
3 set 1916
Arrivo a Río Seco, e la notizia parte per il mondo. Poi ventiquattro giorni in città, e le firme nel libro dei visitatori del Club Británico
Río Seco · 9 dic · ex Club Británico e St James · 24 nov
Il filo polare, oltre Shackleton
Il Museo Borgatello ha una sezione sull'Antartide e su Alberto De Agostini, e il Museo Marítimo y del Presidio di Ushuaia ne ha una antartica. Ushuaia oggi è il porto da cui partono le navi per l'Antartide, e le si vede in banchina il 5 dicembre; non c'è in città una «base antartica storica» da visitare. Quali altri esploratori raccontino le due sezioni va verificato sul posto.
Cosa è confermato e cosa no
Cosa
Stato
Nota
Ruota di governo dello Yelcho · Museo Naval
fact
esposta
Spada di Luis Pardo · Museo Naval
fact
esposta
Campana dello Yelcho
non confermato
non contare che sia esposta in permanenza
Prua dello Yelcho e monumento a Pardo · Costanera
fact
all'aperto, sempre visibili
Replica della James Caird · Museo Nao Victoria
fact
insieme a Victoria, Beagle e Ancud
Memoriale, targa e boa · Río Seco
fact
—
Il pontile di Río Seco è quello del 1916
non confermato
il cartello lo chiama storico; manca la prova
Chalet Milward, Avenida España 959, costruito nel 1914
fact
data dell'Academia de Historia Naval y Marítima de Chile; una fonte secondaria dice 1924
Interno del Chalet Milward visitabile
non confermato
si guarda da fuori
Libro dei visitatori del Club Británico con le firme di Shackleton, Worsley e Crean
fact
conservato dal British Historical Archive, alla British School, non nell'edificio del Club
Accesso libero a quell'archivio
non confermato
si chiede un appuntamento prima di partire
Hurley sviluppò le fotografie nella sacrestia di St James
lead
tradizione locale, nessuna fonte primaria trovata
Piratour, unico autorizzato a sbarcare su Isla Martillo
fact
risulta oggi; il calendario 2026/27 va ricontrollato
Camper one-way Punta Arenas → Ushuaia
non confermato
il calendario non ci conta sopra
Giorno per giorno
Il viaggio, ora per ora
Tre giornate su venti sono dichiarate «si decide la mattina guardando il cielo»: non è indecisione, è l'unico modo di trattare un posto dove il vento cambia il programma. Dove c'è una regola dura, è scritta.
Il ritmo
Quanto si cammina, quanto si guida
Due mestieri diversi nello stesso viaggio: quattro trekking seri da otto a venti chilometri, e tremiladuecento chilometri al volante distribuiti in modo molto disuguale. Le barre in basso sono i chilometri a piedi; passa sopra un giorno e vedi anche quelli guidati.
dove si dormepunto più alto della giornatachilometri a piedi
Le due giornate grosse. Base Torres il 26 novembre: diciotto chilometri e novecento metri di dislivello, otto o nove ore, con l'ultimo chilometro su un morenico ripido. Laguna de los Tres il 1 dicembre: venti-venticinque chilometri e settecentocinquanta metri, di cui quattrocento nell'ultima ora. Sono le due che fanno il viaggio, e ognuna ha una giornata di riserva dietro nel caso il tempo le rovini.
La guida non è distribuita in modo gentile. Otto giorni su venti hanno meno di cento chilometri, e due ne hanno più di quattrocento: il 3 dicembre, cinquecentoventi fino all'Atlantico, e l'8, quattrocentoventi dal Lago Roca a Cerro Sombrero con una frontiera. Il 4 sono meno chilometri ma due frontiere e un traghetto. Sono le giornate che pagano Ushuaia, e sono dichiarate: non ci si aspetta niente da loro se non arrivare.
Il resto è più basso di quanto sembra. Il Perito Moreno si guarda dalle passerelle: sette chilometri di camminamenti d'acciaio, in piano, fatica zero. La Senda Costera, Martillo e Harberton sono pochi chilometri facili. E due giorni interi il van non si muove affatto: quelli di El Chaltén.
Nessun problema di quota. Il massimo assoluto è 1.150 metri. La Patagonia è impressionante perché il ghiaccio scende fino al mare, non perché sia alta: il Fitz Roy fa 3.405 metri ma lo si guarda da sotto.
Il vento 26–27 novembre
Novembre e dicembre sono i mesi più ventosi dell'anno nel Paine: le raffiche superano regolarmente i cento chilometri orari e nei punti esposti si cammina piegati. Non è pericoloso sui sentieri classici, ma cambia i tempi: mettere in conto un'ora in più e occhiali, buff e giacca vera. Nei giorni peggiori si sceglie il Grey, che sta più al riparo, invece delle Torri.
Il Fitz Roy si nasconde 30 novembre – 2 dicembre
El Chaltén ha tre notti e due giornate piene per una montagna che sta coperta la maggior parte del tempo. È il motivo per cui sono tre e non due: la Laguna de los Tres si fa il giorno in cui il cielo la mostra, non il giorno in cui è in programma. Se nessuno dei tre giorni è buono, si fa comunque — il lago è bellissimo anche senza cima — ma si sa già che si tornerà.
Il fondo stradale della Terra del Fuoco 4 e 8 dicembre
Sul tratto cileno fra Cerro Sombrero e San Sebastián la vecchia scheda ufficiale della Ruta CH-257 lo classificava «consolidada», ghiaia compattata, mentre oggi risulta asfaltato senza interruzioni; la ghiaia vera resta fra i due posti di frontiera di San Sebastián. Si ricontrolla vicino alla partenza, e su quel tratto si guida piano. Il danno da ghiaia — parabrezza scheggiato, gomma tagliata — resta la contestazione tipica alla riconsegna, e la difesa è una copertura che nomini esplicitamente vetri e pneumatici.
Le trentasette ore, e il ritorno lungo 22–24 nov · 11 dic
Si atterra a Punta Arenas alle 02:56, e per questo la mattina del 24 non ha programma e il van si ritira il giorno dopo: non si guida un mezzo sconosciuto senza aver dormito. Al ritorno non c'è più la scorciatoia di Buenos Aires: si riparte da Punta Arenas, e sono altre trenta ore. È il prezzo dell'anello, ed è pagato in aereo, non in giornate di viaggio.
Dove si dorme
Campeggi, e quattro notti vere
Tredici notti nel van e quattro in albergo, messe dove servono: la notte dell'arrivo alle tre del mattino, quella di Ushuaia dopo le giornate più lunghe, e le ultime due a Punta Arenas, con il van ancora con noi la prima sera perché serve per lo Stretto. Il bagno è quello dei campeggi, che in Patagonia sono attrezzati e caldi — è il compromesso che questa versione accetta in cambio del van.
Tappa
Notti
Dove
Note
€ a notte in due
Punta Arenas
24 nov
albergo
Arrivo alle 02:56: orario dichiarato alla prenotazione, e notte precedente pagata se si vuole la camera all'alba
100–110
Torres del Paine
25–27 nov
campeggio dentro il parco
Il più vicino possibile al settore Las Torres, per partire alle otto il 26: va verificato che il campeggio accetti il van. Prenotazione obbligatoria e campeggio libero vietato senza eccezioni: qui il van dorme dove l'albergo non arriva, ed è il suo vantaggio più grande
30–50
El Calafate
28–29 nov
campeggio in paese
Servizi completi, e si è a un'ora e mezza dal ghiacciaio
25–35
El Chaltén
30 nov – 2 dic
campeggio in paese
Tre notti col van fermo: i sentieri partono dalle case. Alta stagione, si prenota
25–35
Río Gallegos · Río Grande
3–4 dic
campeggio o area sosta
Due tappe di puro trasferimento. Non sono belle, servono a spezzare i chilometri
15–30
Ushuaia
5 dic
albergo
Dopo due giornate di guida e quattro frontiere, una notte vera con doccia e lavatrice è una scelta, non un lusso
100–180
Ushuaia
6 dic
campeggio in città
Si rientra da Harberton e c'è il museo del Presidio a due passi
20–35
Parco Tierra del Fuego
7 dic
campeggio Lago Roca, dentro il parco
Si dorme dentro il parco nazionale, alla fine della Ruta 3. È la notte che giustifica il van da sola
20–35
Cerro Sombrero
8 dic
campeggio
Ultima notte a bordo, in un paese petrolifero cileno degli anni Sessanta con piscina coperta e cinema
15–25
Punta Arenas
9–10 dic
albergo
Due notti. La prima col van parcheggiato sotto, per lo Stretto; la seconda dopo la riconsegna
100–110
17 notti · 13 nel van, 4 in albergo
~700 · 1.000
Cosa cambia rispetto alla versione in albergo
Le notti passano da circa €2.150 a circa €850: il van si ripaga quasi interamente lì. Quello che si perde è la camera privata, non il caldo — i campeggi patagonici hanno cucine coperte, docce calde e sale comuni, perché il vento li ha costretti a costruirle.
Il filo
Cosa leggere prima, e dove
La Patagonia ha una letteratura di viaggio sproporzionata rispetto a quanta gente ci vive, e tre pezzi sono italiani: il primo europeo che l'ha descritta, e la vicenda alpinistica più discussa del Novecento.
Il libro che ha inventato l'idea che ci si vada per cercare qualcosa che non c'è più.
Bruce Chatwin · In Patagonia, 1977
Chatwin parte da un pezzo di pelle di «brontosauro» — in realtà un bradipo gigante — visto da bambino nella vetrina della nonna, e ne fa novantasette capitoli brevissimi di storie raccolte lungo la strada. Metà sono probabilmente abbellite, e questo fa parte del libro. Lo stiamo leggendo adesso, e il 25 novembre si entra nella grotta da cui comincia: dopo, ogni paese di quattro case sembra avere una storia dietro.
La lingua
Spagnolo, ma due spagnoli diversi
In Cile e in Argentina si parla la stessa lingua e non si somigliano. In Argentina il tú diventa vos — vos tenés, non tú tienes — e la doppia elle suona «sh»: calle si sente «cashe». In Cile si parla più veloce, si mangiano le esse finali e si aggiunge po' a fine frase. Con lo spagnolo scolastico si arriva ovunque, ma vale sapere queste tre cose prima.
Parole diverse ai due lati della frontiera: avocado è palta in entrambi, ma benzina è bencina in Cile e nafta in Argentina; l'autobus è micro in Cile e colectivo od ómnibus in Argentina; le fragole sono frutillas, mai fresas. E ¿cachái? in Cile vuol dire «capisci?», che è utile perché te lo dicono ogni due frasi.
In albergo e nelle agenzie l'inglese basta. Sui sentieri, negli autobus e nei paesi piccoli no.
Sul posto
Le regole del posto, in una pagina
Il vento e il vanSi parcheggia sempre col muso controvento e si apre la portiera tenendola con due mani: le portiere strappate sono il danno numero uno in Patagonia e nessuna polizza le copre. Il tendalino non si apre mai, nemmeno per cinque minuti.
La ghiaiaSettanta all'ora sul ripio e non di più, distanza doppia da chi ti precede, e mai frenare di colpo. Parabrezza e gomme sono la contestazione classica alla riconsegna: serve una copertura che li nomini.
Le quattro frontiereCerro Castillo, Monte Aymond, San Sebastián due volte. Ogni passaggio vuole passaporti, libretto, permesso di uscita temporanea e assicurazione: tutto in una cartellina che non si sposta dal cruscotto. Niente frutta, verdura, latticini, carne, semi o miele, in nessuna delle due direzioni — il frigo del van è la prima cosa che aprono.
Il traghettoPrimera Angostura, fra Punta Delgada e Bahía Azul: trenta minuti, corse ogni ora dalle 8:30 alle 23:00, si paga a bordo e paga solo il veicolo. Non si prenota, si fa la fila. Con vento forte può fermarsi: è il motivo per cui il rientro ha un giorno di margine.
Il campeggio liberoNel Torres del Paine è vietato senza eccezioni, e nei parchi argentini si dorme solo nelle aree indicate. Fuori dai parchi, in Patagonia argentina, è tollerato — ma con questo vento un'area attrezzata è meglio di un panorama.
Il fuocoVietato accendere fuochi nel Paine, ovunque. Nel 2005 e nel 2011 due incendi partiti da campeggiatori hanno bruciato decine di migliaia di ettari, e qui la vegetazione ci mette secoli a tornare. Si cucina col fornello del van e basta.
La benzinaSi fa il pieno quando si può, non quando serve. El Chaltén ha un solo distributore e resta a secco nei fine settimana di alta stagione; sulla Ruta 40 fra un rifornimento e l'altro ci sono anche duecento chilometri.
L'acqua e il soleSi beve dai torrenti nel Paine e a El Chaltén, ed è normale: acqua di sorgente non trattata. Il sole invece è cattivo — il buco dell'ozono passa di qui e la luce dura sedici ore: crema 50 anche col cielo coperto.
Il cambio argentinoIl peso perde valore in continuazione. Le carte straniere ricevono un cambio migliorato, ma i contanti in euro o dollari, banconote nuove e intatte, restano utili — e nei campeggi piccoli sono l'unico modo di pagare.
Calendario
Le scadenze che non si recuperano
Dicembre è alta stagione piena, e in Patagonia i van sono pochi quanto i posti letto. Qui non si tratta di risparmiare: si tratta di trovare posto.
Quando
Cosa
subito
Tre mail per il one-way a Pampa Cruz, Patagonia Drivers e Andes Campers: ritiro a Punta Arenas, riconsegna a Ushuaia, date esatte, prezzo scritto. Finché nessuno risponde per iscritto, il one-way resta non confermato
subito
Il van, dal 25 novembre al 10 dicembre, con il permesso per l'Argentina scritto nel contratto. È il pezzo che rende possibile tutto il resto e la flotta patagonica è piccola
subito
Il volo Milano–Punta Arenas andata e ritorno. Senza più i due voli interni, questo è l'unico biglietto aereo del viaggio
subito
Campeggi dentro il Torres del Paine per il 25, il 26 e il 27, e ingresso al parco: la prenotazione è obbligatoria e nominale, il campeggio libero è vietato. Chiedere che accettino il van
subito
Una mail al British Historical Archive, alla British School di Punta Arenas: appuntamento il 24 novembre o il 10 dicembre per vedere il libro dei visitatori del Club Británico
settembre
Campeggio di El Chaltén per tre notti e quello di El Calafate per due. Il Lago Roca, dentro il parco Tierra del Fuego, per il 7
ottobre
Le quattro notti in albergo: Punta Arenas il 24, Ushuaia il 5, Punta Arenas il 9 e il 10. Piratour per Isla Martillo con sbarco il 6, sul calendario 2026/27, e la visita di Harberton. La navigazione sul Beagle per il pomeriggio del 5
novembre
Perito Moreno: ingresso, e la navigazione davanti al fronte se la si vuole. Chiedere ad Andes Campers se il loro modello ha davvero WC e doccia interni
pochi giorni prima
Gli orari che cambiano: Museo Borgatello, Museo Naval, Parque del Estrecho, Museo Nao Victoria. Tutti e quattro hanno fonti che non coincidono
prima di partire
Patente internazionale, eSIM per Cile e Argentina, assicurazione con copertura trekking, contanti in euro nuovi, e una polizza del noleggio che nomini vetri e pneumatici
Se va storto
Sette rischi, e cosa si fa
Il vento e la nuvola
È il rischio strutturale, non un'eventualità: novembre e dicembre sono i mesi più ventosi dell'anno, con raffiche oltre i cento all'ora. La risposta è dentro l'itinerario: due giornate nel Paine e tre a El Chaltén per due camminate obbligatorie, così ognuna ha una riserva. Si decide la sera prima guardando il bollettino, e non ci si affeziona al programma scritto.
La ghiaia, e la cauzione
Il tratto fueguino, percorso due volte, resta la fonte più probabile di un danno anche nella versione ottimistica. Difesa: velocità bassa, copertura che nomini vetri e gomme — Kawascars la vende a US$39 al giorno con franchigia zero — e fotografie datate del mezzo al ritiro e alla riconsegna.
Il traghetto fermo
La Primera Angostura si ferma con vento forte, e senza traghetto la Terra del Fuoco non si raggiunge. L'alternativa è il traghetto lungo Punta Arenas–Porvenir, che però parte dall'altra parte. Per questo il rientro arriva a Punta Arenas due giorni prima del volo: se il 9 il canale è chiuso, si passa il 10 e si perde Puerto del Hambre, non l'aereo.
Il van che si rompe
Su tremiladuecento chilometri di Patagonia è uno scenario reale, e l'assistenza qui è lenta: si contano ore, non minuti. Si parte con la ruota di scorta controllata, due taniche d'acqua, e il numero dell'assistenza salvato anche su carta. Wicked ha recensioni contrastanti proprio sulla meccanica: vale la pena leggerne un po' prima di scegliere il più economico.
Le due giornate lunghe
Il 3 e il 4 dicembre sono guida e basta, con due frontiere e un traghetto nel mezzo. Si guida in due dandosi il cambio, si parte presto, e non si pianifica niente per la sera. Se una delle due va storta, la navigazione sul Beagle del 5 passa alla mattina del 7, e il viaggio non perde niente di grosso.
Il vento su Martillo
Ushuaia non ha più un giorno libero: se il 6 il vento ferma le barche per Isla Martillo, il recupero è solo la mattina del 7, a scapito del parco. È il prezzo vero di aver fatto posto a Puerto del Hambre, e va detto. Si prenota Piratour chiedendo come gestiscono le uscite annullate.
Il conto
La stima è ~€9.000 in due, ma la voce grossa restano i voli, che si muovono molto: la differenza fra comprarli adesso e comprarli a ottobre vale più di tutto il resto messo insieme. Il van è invece prevedibile, ed è già quotato sulle date esatte.
Confronto onesto con le altre versioni
Van ~€9.000 in due, con dentro anche i biglietti del filo storico, contro ~€9.900 della versione in albergo con la rotta open-jaw. Il van costa meno, arriva a Ushuaia guidando e dorme dentro i parchi; l'albergo ha il bagno privato ogni notte, non ha giornate da cinquecento chilometri e finisce a Buenos Aires invece che al deposito di Punta Arenas. La versione in albergo resta scritta e ricostruibile: è la stessa rotta senza il van e con due voli interni in più.
Il conto
Quanto costa, in due
Tre scenari. La differenza fra il basso e l'alto è quasi tutta nei voli e nella scelta del mezzo: il 2WD economico contro il 4×4 sono millenovecento euro.
Voce
Basso
Medio
Alto
Volo A/R Milano ↔ Punta Arenas
2.900
3.100
3.600
Van, 15 giorni (Wicked Plus → Patagon 4×4)
1.900
2.200
3.900
Carburante, ~3.200 km
430
510
640
13 notti nel van + 4 in albergo
700
850
1.000
Traghetti, permessi, pedaggi
120
150
200
Cibo (si cucina a bordo)
600
720
900
Parchi, navigazioni, escursioni (Martillo con sbarco, Beagle)
600
750
1.000
Musei e siti storici (Cueva, Nao Victoria, Parque del Estrecho, Harberton, Presidio, Borgatello, Naval)
200
250
300
Assicurazione, eSIM, extra
300
400
550
Cesena ↔ Milano
90
90
90
Totale
~7.840
~9.020
~12.180
Versione in albergo, open-jaw, per confronto
~8.200
~9.900
~11.850
Nello scenario medio il van costa circa €900 in meno della versione in albergo, pur contenendo in più i biglietti del filo storico. La voce che fa la differenza non è il mezzo: sono i due voli interni argentini che spariscono e le notti che passano da albergo a campeggio.
Il prezzo dell'anello
Cosa si rinuncia
Il bagno privatoÈ la regola che questo viaggio mette da parte, e va detto per primo. Nessuno dei van quotati ha WC e doccia a bordo: si usano i bagni dei campeggi, che sono caldi e attrezzati, ma sono condivisi. Tredici notti su diciassette.
Buenos AiresCon l'anello si rientra da Punta Arenas: niente San Telmo, niente parrilla, niente milonga. È il pezzo che il van si mangia, ed è quello che dispiace di più.
Due giorni di guida puraIl 3 e il 4 dicembre servono solo ad arrivare in Terra del Fuoco. Nella versione in albergo erano un volo di un'ora e venti.
La Laguna EsmeraldaNove chilometri nel fango fino a un lago verde sopra Ushuaia. Esce per fare posto a Puerto del Hambre e Fuerte Bulnes, ed è l'unica cosa tolta dalla natura per dare spazio alla storia. Torna dentro solo se si ottiene il one-way.
Isla MagdalenaLa colonia di pinguini vicino a Punta Arenas esce dal piano, ma non i pinguini: si fa Isla Martillo dal canale di Beagle, che sta sulla strada e si visita con lo sbarco. Farle entrambe sarebbe ridondante.
Capo Horn e WulaiaAncora più a sud, e ci si arriva solo con la crociera Australis: quattro giorni e circa €3.600 in due. Wulaia, dove FitzRoy riportò Orundellico, si racconta e non si raggiunge. Detto chiaramente invece di far finta che non esista.
Il trekking W del PaineCinque giorni a tappe dormendo nei refugi. Al suo posto due camminate di giornata che toccano Torri e Grey, rientrando ogni sera al van dentro il parco.
La Carretera AustralMille chilometri di sterrato più a nord, e col van sarebbe la tentazione naturale. Ma è un altro viaggio: servirebbero due settimane in più e non si arriverebbe a Ushuaia.