Non un viaggio, ma tre. Da Roma imperiale alle Highlands d'autunno, giù fino all'ultimo ufficio postale prima del ghiaccio.
Le ferie aprono due finestre lunghe e un weekend romano. Ogni finestra, un mondo diverso — e nel mezzo, due settimane di terra ferma.
Si parte piano, vicino. Base a Monti, il rione tra il Colosseo e i Fori: vicoli acciottolati, botteghe artigiane, osterie da romani. E una visita guidata tra Colosseo, Foro e Palatino per leggere la gloria imperiale direttamente nelle pietre.
In auto tra Glencoe e le isole. Loch Lomond, il viadotto di Glenfinnan, l'Isola di Skye, Loch Ness, le distillerie dello Speyside. Ottobre veste le Highlands di rame e nebbia, con la luce bassa che ogni fotografo insegue.
Il grande sud. Un van a Punta Arenas, il nostro tetto per due settimane. Su verso le Torri del Paine per le camminate di giornata, giù attraverso la Terra del Fuoco — un traghetto sullo Stretto di Magellano — fino a Ushuaia, la città alla fine del mondo. E da lì, una cartolina: timbrata al Correo del Fin del Mundo, l'ufficio postale più a sud delle Americhe.
Se la Patagonia è avventura estrema e Fin del Mundo, la Nuova Zelanda è il road-trip perfetto: fiordi, ghiacciai, laghi turchesi e lupini in fiore, col meteo migliore. Più giorni a terra, ma voli più lunghi e cari.
Capo Horn valutato — l'unica via è la crociera Australis (~€3.600 in due). Lasciato per un'altra volta: sfora il tetto. Ushuaia col suo Fin del Mundo basta e avanza.
Dalle pietre di Roma alla neve del Paine, fino a spedirti una cartolina dalla fine del mondo.